Anche il contratto del comparto sanità, in ballo da diverso tempo, va in porto. Anche questa intesa, come quella precedente sulle funzioni centrali (ovvero i ministeri), non è stata però sottoscritta da Cgil e Uil che accusano le altre sigle di aver svenduto i lavoratori. Mentre per il presidente dell’Aran Antonio Naddeo, che ha condotto la trattativa, si tratta di «un risultato importante».

«Dopo un lungo e articolato percorso negoziale, iniziato nel 2024 e proseguito nei mesi successivi - informa una nota dell’Aran - stata firmata oggi la preintesa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale del comparto Sanità per il triennio 2022-2024, che riguarda oltre 580mila dipendenti non medici del Servizio sanitario nazionale. L’accordo è stato sottoscritto dalle organizzazioni sindacali Nursind, Cisl, Fials e, in data odierna, anche dal Nursing Up, consentendo così il raggiungimento della maggioranza necessaria per la validità della firma. Non hanno firmato l’accordo Cgil e Uil, che hanno mantenuto la loro posizione di contrarietà già espressa nelle fasi precedenti della trattativa».

Il contratto prevede un aumento medio mensile di 172 euro per 13 mensilità, insieme a numerose innovazioni che secondo l’Aran sono volte a migliorare le condizioni di lavoro, valorizzare le competenze professionali e rafforzare l’efficienza del sistema sanitario.