Il contratto della Sanità è stato sottoscritto, gli operatori del settore avranno un aumento in busta paga di circa il 7%, ma Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri non si sentono tanto bene. La pre-intesa del rinnovo per circa 580mila dipendenti pubblici tra infermieri, tecnici e personale non dirigente è infatti una sconfitta dei due sindacati di sinistra, la Cgil e la Uil, divenuta ormai l’irrilevante attendente del pachiderma rosso. L’accordo, relativo al triennio 2022-24, in realtà era stato trovato già quattro mesi fa, ma all’ultimo momento Landini e compagni erano riusciti a far saltare la firma di Nursing Up, sigla di base degli infermieri.

Ieri, dopo una lunga trattativa, il governo l’ha spuntata. I lavoratori avranno un aumento medio di 172 euro al mese, più altrettanti quando verrà siglato l’accordo anche per il triennio 2025-27, per il quale il ministro della Pubblica Amministrazione, ha immediatamente avviato la pratica. È il secondo ko nel giro di dieci giorni per la Cgil, che con i referendum flop su lavoro e immigrazione dell’8-9 giugno ha dimostrato di avere uno scarso peso politico e con l’esclusione dal tavolo di ieri ha certificato la propria irrilevanza anche nella stipulazione dei contratti, che dovrebbe essere il suo punto di forza.