Napoli da solo in seconda posizione a sette giornate dal termine: piazzamento Champions solidissimo e qualche chance residua di poter impensierire la capolista Inter.
Unica nota stonata, nella felice Pasquetta degli azzurri, l'autocandidatura di Antonio Conte per la panchina della Nazionale, destinata a riaprire il festival dei dubbi sul futuro che già caratterizzò la conclusione della scorsa stagione.
A domanda di un giornalista, dopo la vittoria di lunedì per 1-0 sul Milan, l'ex ct dell'Italia non nasconde il suo interesse per un ritorno: "Se fossi il presidente della Figc, terrei in considerazione uno come me", dice senza mezzi termini. Gli risponde a stretto giro da Los Angeles, dove è stato insignito della cittadinanza onoraria, il patron Aurelio De Laurentiis con un giro di parole che non chiude all'eventualità ma la relega nel campo delle ipotesi improbabili, almeno per ora: "Se me lo chiedesse Antonio, lo lascerei andare senz'altro. Ma visto che è un uomo intelligente, finché non esiste un interlocutore serio - e fino ad ora non ce ne sono stati - credo che non si immagini a capo di qualcosa così disorganizzato".
Conte che incassa già l'endorsement del presidente della Lnd, Giancarlo Abete, tra i nomi in ballo per succedere alla poltrona di Gravina in Fig: "Ha fatto bene e siamo stati competitivi agli Europei, è un tecnico di primissimo livello ma non lo devo dire io".











