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7 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 9:55
Dopo dieci anni Antonio Conte torna a pensare all’Italia. L’allenatore del Napoli lunedì sera ha completato la sua missione: ha battuto per 1-0 il Milan, partita chiave per rilanciarsi in chiave Scudetto. “Questa vittoria lascia tanto entusiasmo e tanta fiducia. Tutti si mettono a disposizione e sono contento. Abbiamo vinto una Supercoppa, ora dobbiamo cercare di confermare questa posizione, sapendo che l’Inter sta facendo un cammino importante e merita di essere prima, noi siamo lì e pensiamo a noi stessi. Dobbiamo continuare ad avere la voglia di difendere lo scudetto fino alla fine, cosa che in alcuni momenti non siamo riusciti a fare”. Queste le parole di Conte al termine della gara ai microfoni di Dazn.
Eppure, il colore della maglietta del Napoli non è l’unico azzurro a cui sta pensando. Le frasi che hanno fatto più rumore sono arrivate subito dopo, in conferenza stampa: “Se fossi il presidente della Federazione mi prenderei in considerazione. Ci sono già stato in Nazionale e conosco l’ambiente. Mi lusinga perché è qualcosa di bello rappresentare il proprio Paese”. L’allenatore ha già occupato la panchina della Nazionale tra il 2014 e il 2016. Ed è tornato proprio su quell’esperienza: “Purtroppo contano i risultati, ma dopo tre Mondiali bisogna fare qualcosa di serio. Quando sono stato ct si è parlato tanto, ma ho trovato poco aiuto anche da parte delle squadre. Ora è tutto un disastro, ma anche nei disastri c’è qualcosa da salvare. Dobbiamo capire che, se le cose non vanno, non vanno sia se ti qualifichi sia se non ti qualifichi. Se ci fossimo qualificati, ci sarebbero stati toni trionfalistici per tutti. Non è così”.










