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Ultimo aggiornamento: 12:46
Confermarsi non è davvero mai semplice. Lui ci ha anche scherzato su, nella sera in cui, alla fine, con De Laurentiis ha deciso di restare a Napoli: “Amm’a faticà… again”. Una bella crasi: il suo slogan dell’anno scorso e quello della fine della stagione, quell’Ag4in con il 4 a indicare il quarto scudetto vinto nella storia. Antonio Conte ci ha scherzato, quel giorno. Ma, fuori dai sorrisi, ha preteso garanzie che la sua società, va detto, ha rispettato nei modi e nei tempi. Anche perché conquistare un titolo è più facile che difenderlo. E con l’Europa di mezzo, non ci sarà davvero da scherzare.
Napoli x2
‘Per due’ o ‘duepuntozero’. Questione di semantica, ma poco cambia nella sostanza: Conte aveva chiesto di fatto una seconda squadra, composta da giocatori in parte da plasmare e in parte già strutturati. Che potessero aiutare il gruppo non solo a essere competitivo al 100% in campionato, ma anche in Champions League, dove il Napoli torna con tutta l’intenzione di non essere comprimario. Non aver partecipato alla competizione lo scorso anno, la più ricca della storia, è stata un colpo importante anche per le casse societarie, che grazie alle cessioni di Kvaratskhelia e Osimhen si sono però ampiamente rifinanziate. E con quelle è stato ricostruito un Napoli capace, almeno sulla carta, di essere competitivo su più fronti. Con la parola che ora passa al campo.
