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23 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 8:58
Il Napoli di Antonio Conte campione. L’Inter di Simone Inzaghi fortissima, bellissima, bruciata dalla propria ambizione. Si riparte da lì, dalla festa azzurra del 23 maggio, ma forse anche e soprattutto dalla disfatta nerazzurra di Monaco del 31, altra data spartiacque per il calcio italiano e per la stagione che verrà, perché ha segnato quella che, pur senza vincere quanto avrebbe dovuto, è stata la squadra egemone della Serie A nell’ultimo lustro.
Sembra passata una vita da una delle stagioni più intense della storia recente. In realtà è solo ieri, una manciata di settimane, cesura solo fittizia sul calendario calcistico, non nella testa e nelle gambe dei giocatori. Quanto basta per cambiare tutto e niente. I rapporti di forza in Serie A sono più o meno gli stessi, non potrebbero essere stati stravolti in così poco tempo. Eppure l’Inter di Simone Inzaghi, entità che avevamo imparato a pronunciare tutta d’un fiato per quanto era forte l’impronta del tecnico sulla squadra, non esiste più. Dopo la fuga in Arabia del tecnico piacentino e l’ingaggio arrabattato di Chivu, nessuno sa bene che cosa sia oggi l’Inter: ancora una big, almeno italiana se non proprio europea, o un cumulo di macerie. Questa domanda che assilla i tifosi nerazzurri è anche la grande incognita dell’intera Serie A 2025-2026: cioè se il duello vibrante che ha alimentato l’ultima stagione è pronto a riproporsi, magari con l’inserimento di una terza incomoda, oppure rischia di trasformarsi in una corsa solitaria.







