Targhe alterne, smart working, ma anche meno condizionatori, meno voli e più mezzi pubblici e vie alternative per le merci. Il pacchetto risparmi è pronto per l’uso nel nuovo Piano si emergenza del sistema energetico italiano in versione 2026 ancora in lavorazione. Non è il 2022 ma è bene prepararsi, come quattro anni fa. Anzi, serve agire anche in anticipo, già da maggio, rispetto al buio e all’incertezza imposti da Trump. L’affondo notturno annunciato può costare un impennata del petrolio fino a 140-160 dollari al barile, dicono le stime degli analisti circolate ieri. Con il gas Ue almeno a 70 euro per Megawattora e le previsioni preoccupanti sui tempi necessari per mettere mano alla ricostruzione delle infrastrutture energetiche colpite. Tanto che per Macquarie un conflitto prolungato fino a giugno può vedere il Brent a 200 dollari. Mentre per Moody’s il gas Ue può andare oltre 100 euro in caso di chiusura lunga di Hormuz. Una sentenza per il Pil mondiale.

Ecco perché serve prepararsi al peggio. Il nuovo Regolamento europeo dei risparmi, sui carburanti ma anche sul gas, è atteso a breve. La stessa Commissione ha preannunciato una pubblicazione con indicazioni soprattutto sui trasporti e obiettivi per gli Stati, puntualmente ispirato alle raccomandazioni snocciolate il 20 marzo scorso dall’IEA. Questo vuol dire che è arrivata anche l’ora di ripescare il Piano italiano per gradi - pre-allarme, allarme ed emergenza - del 2023, riaggiornarlo e fare appello al buon senso degli italiani (con qualche obbligo se previsto dall’Ue) per prepararsi alle «prolungate interruzioni» messe in conto dal commissario Ue al Clima Dan Jørgensen. Anche le imprese, quelle che più di tutti utilizzano cherosene e diesel devono dare il loro contributo di buon senso per fare fronte all’effetto Iran, e quindi al rubinetto inceppato dei flussi di prodotti raffinati impazziti con la strozzatura a Hormuz. L’emergenza più sentita è quella sul jetfuel. È attesa una nave di copertura nel mese, ma già scarseggia ad aprile. A maggio potrebbe andare ben peggio. A ruota si attendono gli effetti della caccia al diesel, che l’Italia importa in quantità. Poi tocca alla benzina. Ci vuole dunque una “campagna di risparmi” come quella che quattro anni fa accompagnò le raccomandazioni dell’Enea. E se i tecnici del Ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica stanno usando come base il «Piano di emergenza del sistema italiano del gas naturale» del 2023 è perché allora funzionò (da agosto 2022 a febbraio 2023 i consumi di gas sono stati inferiori del 19% e quelli di elettricità del 4% rispetto alla media degli ultimi cinque anni). Ma riguardava solo il gas. Ora va adattato alla nuova crisi per prepararsi all’ignoto. LE VALUTAZIONI Il Mase valuta anche le raccomandazioni del 20 marzo scorso dell'Agenzia internazionale dell'energia sulla riduzione del consumo di combustibili fossili. Tra queste proprio lo smart working, la riduzione della velocità di 10 kilometri, il razionamento dei carburanti e limitazioni all'uso dei veicoli (con l'ipotesi targhe alterne). E anche di questo parlerà domani la premier Giorgia Meloni alle Camere quanto farà il punto sulla situazione del sistema energetico italiano dopo il viaggio in Medio Oriente e gli ultimi affondi Usa-Israele. La premier dirà che gli stoccaggi italiani sono i più pieni d’Europa (al 44%) e che è già iniziato il riempimento con incentivi, in vista dell’inverno prossimo, mentre l’impennata dei prezzi pesa sulle bollette. Racconterà anche che per compensare i minori flussi di Gnl dal Qatar l’Italia sfrutterà la diversificazione e quindi attingerà innanzitutto dal gas dell’Algeria (senza escludere più apporti da Libia, Mozambico e Azerbaijan). Ma potrebbe anche non bastare se la guerra dura a lungo: un calo dei consumi degli italiani può essere cruciale per preservare le riserve di gas. Poi il caos carburanti. È qui che l’Europa e anche l’Italia si scoprono vulnerabili, avendo ridotto negli anni la capacità di raffinazione “in casa”. Se il flusso di prodotti raffinati dall’estero non riparte, l'Italia ha scorte per un mese. Con il cherosene per gli aerei, il prima linea tra i prodotti contesi nel mondo.