«È ciò che si teme. Non tutto, ma molto». Il ministro della Difesa Guido Crosetto risponde con sincerità alla domanda del Corriere della Sera sul rischio di lockdown energetico e che si blocchino attività nel giro di un mese. Al momento un piano di attuazione non c'è, ma si tratta di ipotesi di misure straordinarie legate all’energia, con un possibile passaggio decisivo già nel mese di maggio. Se la situazione internazionale non dovesse migliorare rapidamente - in particolare per quanto riguarda la riapertura dello Stretto di Hormuz - anche l’Italia potrebbe trovarsi costretta ad adottare interventi restrittivi. L’esecutivo di Meloni, consapevole dell'autonomia energetica del Paese, sta valutando diversi scenari.

Uno degli strumenti principali allo studio riguarda il ricorso allo smart working, che potrebbe essere esteso sul modello adottato durante la pandemia. Attualmente circa il 17% dei dipendenti pubblici utilizza forme di lavoro a distanza, una quota in crescita rispetto all’anno precedente. Le norme già esistenti consentirebbero un ampliamento rapido di questa modalità, anche perché in alcune amministrazioni è già prevista una quota mensile di ore lavorabili da remoto. Parallelamente, sono entrate in vigore nuove regole per le imprese - in particolare le PMI - che introducono obblighi e sanzioni in caso di mancato rispetto delle disposizioni sul lavoro agile.