Il "Piano di emergenza del sistema italiano del gas naturale" del 2023 è la base sulla quale stanno lavorando i tecnici del Ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica per elaborare le misure per affrontare la crisi energetica seguita alla guerra in Iran.

Il piano verrà aggiornato sulla base delle esigenze del momento, che al momento non possono essere previste, data l'estrema instabilità della situazione bellica. Lo apprende l'ANSA da fonti del ministero.

Il Mase valuta anche le raccomandazioni del 20 marzo scorso dell'Agenzia internazionale dell'energia (Iea) sulla riduzione del consumo di combustibili fossili. Tra queste ci sono lo smart working, il razionamento dei carburanti e limitazioni all'uso dei veicoli (con l'ipotesi targhe alterne). Gli stoccaggi italiani di gas sono al 44%. Ma se il flusso dei carburanti si dovesse interrompere, l'Italia avrebbe scorte per appena un mese.

Il ministro Gilberto Pichetto Fratin dovrà presentare le misure possibili alla premier Giorgia Meloni, prima dell'informativa di giovedì in parlamento.

Si pensa ad una progressione di misure, in base all'eventuale aggravamento della situazione. I tecnici del Mase stanno preparando una fotografia della situazione attuale degli stoccaggi italiani di gas e combustibili, e una serie di scenari possibili: da quello di una normalizzazione, a seguito di una fine rapida della guerra, a quella di una crisi grave, per il protrarsi del conflitto e del blocco dello Stretto di Hormuz e per il danneggiamento delle infrastrutture energetiche del Golfo.