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Washington sa che riaprire lo Stretto militarmente è operazione lunga e costosa politicamente. Gli ayatollah non hanno fretta

"L'intero Paese può esser preso in una notte. E quella notte può essere domani". Donald Trump liquida così il documento in dieci punti con cui Teheran proponeva un complesso protocollo per la riapertura di Hormuz accompagnato dallo stop alle sanzioni e dalla fine permanente della guerra. Un passo "grande, ma insufficiente" per il presidente Usa che riconferma così l'ultimatum in scadenza stanotte. In tutto ciò il vero tallone d'Achille del Presidente Usa e la vera "arma letale" dell'Iran resta però lo scorrere del tempo. Ovvero i giorni e le settimane che separano la Casa Bianca dalla fine del conflitto. Una parentesi che per Trump rischia di rivelarsi tanto nefasta quanto la perdita dell'energia elettrica, dei ponti e delle strade per l'Iran. Ecco perché nei bunker del regime nessuno si straccerà le vesti se il negoziato guidato dal Pakistan lascerà il posto a una nuova ondata di bombardamenti.