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Dopo i raid e il fallimento dei negoziati, Washington accelera. Rafforzata la presenza militare in Medio Oriente mentre cresce la pressione su Teheran.

Se una pistola compare in una scena, diceva Cechov, quella prima o poi è destinata a sparare. La massima dello scrittore russo spiega meglio di tante analisi l’evoluzione della nuova crisi mediorientale che vede Stati Uniti e Israele agire militarmente, a meno di un anno di distanza dal precedente confronto e forse in maniera definitiva, contro l’Iran.

Anche questa volta, come successo ad inizio gennaio in occasione della cattura del dittatore venezuelano Nicolás Maduro, la pistola di Cechov brandita da Donald Trump è stato un imponente dispositivo bellico, definito “un’armada” dal tycoon, che in Medio Oriente ha come unico precedente quello messo in piedi dall’amministrazione di George W. Bush alla vigilia del conflitto in Iraq del 2003.