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Gli ayatollah vogliono trascinare gli Usa in una lunga guerra di logoramento. Puntano a sopravvivere, confondendo i nemici

Attendere, confondere e sopravvivere. Sono le tre regole della strategia iraniana. Una strategia messa a punto dopo la batosta dello scorso giugno e applicata con grande cura nelle prime due settimane di guerra. Una strategia che fa capolino tra le righe delle dichiarazioni rilasciate ieri dal ministro degli esteri Abbas Araghchi e da Ali Larijani, già presidente del Parlamento e consigliere della defunta Suprema Guida Ali Khamenei. Partiamo da quell'attesa assunta come regola guida della resistenza al nemico. Attendere significa non solo guadagnare tempo, ma anche sottrarlo a un Donald Trump costretto a contare i giorni che lo separano dalle elezioni di Midterm. "La guerra finirà solo quando l'Iran sarà sicuro" afferma Araghchi facendo capire di puntare a un conflitto di lunga durata simile alle guerre "infinite" che Trump ha sempre detto di voler evitare. "Non abbiamo mai chiesto un cessate il fuoco e non abbiamo mai chiesto di negoziare. Siamo pronti a difenderci finché sarà necessario" ricorda Araghchi in un'intervista alla rete Usa Cbs.