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Washington prepara i bombardieri e gli ordigni per colpire i bunker nucleari

La trattativa da una parte, l'esibizione di forza dall'altra. Stati Uniti e Iran tornano al tavolo dei negoziati con buone intenzioni che mirano alla pace e mosse strategiche che preparano alla guerra, un conflitto su cui si deciderà «nelle prossime settimane, non nei prossimi mesi», secondo il senatore repubblicano Lindsey Graham, in visita in Israele. Alla vigilia del secondo round di colloqui oggi a Ginevra, nella sede dell'ambasciata dell'Oman tra gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner da una parte e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi dall'altra, il Comando unificato delle Forze armate statunitensi in Medioriente (Centcom) pubblica le immagini dei cacciabombardieri stealth di quinta generazione, gli F-35C VMFA-314 soprannominati «cavalieri neri» e progettati per penetrare le difese aeree nemiche e condurre attacchi di precisione, insieme ai Boeing EA-18G Growler specializzati in attacchi elettronici e nell'annientamento delle difese avversarie. Le foto mostrano la preparazione al decollo dalla portaerei Lincoln. Un segnale chiaro, che si aggiunge a un'altra circostanza cruciale. L'Aeronautica militare statunitense ha ordinato alla Boeing nuove «bunker buster», le bombe anti-bunker GBU-57 da 13.600 chili, dopo aver esaurito le sue scorte, ben 14 utilizzate nella guerra dei 12 giorni di giugno scorso per colpire gli impianti nucleari iraniani.