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Raid coordinati e divisione dei compiti: Washington punta agli arsenali balistici, Tel Aviv mira alla leadership iraniana. Obiettivo comune, indebolire il sistema dall’interno.

L’attacco americano e israeliano scattato questa mattina, in pieno giorno, contro Teheran potrebbe aver già decapitato alcune delle massime autorità iraniane, a partire dall’ayatollah Ali Khamenei. Nella nebbia della guerra che contraddistingue ogni operazione militare e in attesa di conferme e stime dei danni provocati dai raid di Washington e Tel Aviv, l’unico modo per farsi strada tra indiscrezioni e verità è mettere insieme i fatti e ricostruire la catena degli eventi.

Il ben informato Barak Ravid scrive su Axios che gli americani si starebbero concentrando su obiettivi legati al programma missilistico dell’Iran mentre gli israeliani, oltre a tali obiettivi, starebbero attaccando anche autorità di alto livello della Repubblica Islamica. Una divisione di compiti che mostrerebbe la perfetta sincronizzazione delle azioni compiute dai due alleati discussa, come è possibile immaginare, nei numerosi colloqui tra il presidente Usa Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu.