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I siti nucleari di Teheran colpiti dalle bombe anti-bunker e da missili cruise. Il supporto di Israele all'operazione americana. Washington contatta Teheran per chiarire che si tratta di un attacco isolato

L'operazione americana lanciata la scorsa notte dalla Casa Bianca contro l'Iran potrebbe cambiare le sorti del conflitto tra Tel Aviv e Teheran. Una missione che è già entrata nei manuali di storia militare e da ora in poi verrà studiata nelle accademie di Washington come in quelle di Mosca e di Pechino. E non solo. Ripercorrere la cronologia degli eventi torna dunque utile in queste ore per comprendere come si è arrivati alla svolta nella crisi in Medio Oriente che sembra mettere sotto scacco il regime degli ayatollah.

L'ordine di Donald Trump è arrivato ieri pomeriggio dal suo golf club a Bedminster nel New Jersey. Stando infatti a quanto riferito dal Wall Street Journal, da lì e prima di rientrare a Washington, il tycoon ha dato il via libera ai bombardieri B-2 che nella notte, assieme ai sottomarini Usa, hanno colpito gli impianti di Fordow, Natanz e Isfahan. "L'obiettivo era quello di creare una situazione che nessuno si aspettava", ha affermato un alto funzionario dell'amministrazone repubblicana al quotidiano finanziario confermando di fatto che le due settimane di tempo annunciate dal commander in chief per decidere sull'ingresso in guerra degli Stati Uniti rappresentavano un diversivo per l'attacco a sorpresa contro la Repubblica Islamica.