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7 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 11:15
E ora, per la rubrica Stop the Scroll!, riassunti commentati per chi non ha tempo da perdere, ma vuole approfondire lo stesso
La vita quotidiana nella Berlino di Hitler (Elizabeth Kolbert, The New Yorker) Nel libro Stay Alive: Berlin, 1939–1945, lo storico Ian Buruma ricostruisce la vita dei berlinesi durante il nazismo attraverso diari, lettere e testimonianze, partendo dalla propria storia familiare: Leo, suo padre, lavorò a Berlino dopo essere stato costretto a collaborare col nazismo per salvare se stesso e il proprio padre; questa vicenda lo tormentò per tutta la vita. Mentre il regime perseguitava gli ebrei e faceva la guerra, molti continuarono a vivere quasi normalmente: andavano a concerti, cinema, feste. Col tempo, però, la realtà diventò sempre più dura: bombardamenti, fame, deportazioni, repressione politica. Alcuni tentarono di resistere o di nascondersi; molti altri si adattarono, ignorarono ciò che accadeva e fecero compromessi morali per sopravvivere. Il libro indaga la zona grigia della responsabilità morale: molti berlinesi non erano fanatici del nazismo, ma neppure suoi avversari. Cercavano semplicemente di sopravvivere in circostanze estreme, spesso chiudendo gli occhi davanti ai crimini del regime. Buruma mostra quanto sia difficile capire cosa avremmo fatto noi nelle stesse condizioni e quanto sia fragile la democrazia di fronte ai regimi autoritari. Commento: la Resistenza? Non stasera, ho un biglietto per il concerto di Furtwängler.






