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13 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 18:42

Lutz Seiler, vincitore di ogni premio possibile in Germania, non è uno di quelli che ti serve la solita minestra riscaldata. E con Stella 111 (traduzione di Silvia Albesano; Utopia Editore), l’autore di Gera, ci sbatte in faccia un mattone che è un affresco storico, un romanzo di formazione e un trattato sulla sopravvivenza in un colpo solo. Non un libro, ma una terra di mezzo che si allarga sotto i piedi mentre leggi.

Siamo alla caduta del Muro di Berlino, quel momento epocale in cui la Storia, con la S maiuscola, si è fatta beffe di milioni di vite, e le ha lasciate lì, appese a un filo. Carl, il protagonista, ha ventiquattro anni, è uno studente-manovale e si ritrova a dover custodire la casa di famiglia a Gera, nella Germania Est, mentre i genitori, Inge e Walter, si lanciano nella grande fuga verso l’Ovest, alla rincorsa di una giovinezza rubata che, si sa, non torna mai indietro.