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Ultimo aggiornamento: 7:37
Avrei voluto scrivere il pezzo a chiusura della vicenda dei detergenti per i senza fissa dimora. Ne ho parlato in molte occasioni, anche troppo forse, ma quando una cosa non torna è difficile far finta di niente. Purtroppo non posso farlo, perché, nonostante sia stata presentata anche un’interpellanza in Consiglio comunale, l’assessorato competente non ha risposto, e non una volta sola: parliamo di ben due consigli comunali. E quindi dobbiamo restare in attesa, sospesi in quel limbo tutto italiano dove le risposte arrivano, forse, quando non servono più.
Nel frattempo però la realtà va avanti. E la realtà dice che, in quel bagno, i senza fissa dimora continuano a lavarsi e a insaponarsi grazie a noi. A noi che, senza troppe etichette ma con parecchia ostinazione, abbiamo costruito una comunità attiva, nel senso sociologico del termine, giusto per darci un tono perché non siamo ignoranti. Una comunità fatta di persone normali che, invece di aspettare, hanno deciso di fare.
E allora colgo l’occasione per dire due parole su chi sono io. Io sono Raffaele. Non so se avete mai letto la mia bio sul blog. Ho 53 anni e nella mia vita ho fatto un po’ di tutto: dai lavori più umili a quelli più qualificati. Ho cambiato, ho imparato, ho sbagliato, come fanno tutti. Poi a un certo punto mi sono fermato e mi sono detto che forse era il caso di ascoltare quella cosa che mi portavo dietro da sempre. La mia passione, fin da bambino, era cucinare. E quando ho potuto ho iniziato a farlo davvero: prima per amore, poi per mestiere. E oggi, per quello che basta, mi sento a posto così.






