Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
26 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 8:58
Jena non è soltanto una città universitaria: è uno dei crocevia fondamentali del pensiero critico e della filosofia, un laboratorio intellettuale che ha influenzato la Germania e il mondo. Da Marx a Hegel, da Schelling a Kant: giganti del pensiero sono passati da qui. Avranno inciso, quegli insegnamenti, anche su Georg Buschner, nato a Gera esattamente cento anni fa, il 26 dicembre 1925, e che ha legato il suo nome alla storia del calcio in quella che fu la DDR, alla città di Jena e ovviamente alla sua Università.
Papà funzionario ferroviario, mamma casalinga, vive un’infanzia serena, cominciando a giocare a calcio ed entrando già a dieci anni nelle giovanili della squadra della sua città, l’SV Gera 04. Ma è il 1936, sono anni particolari per la Germania e il giovane Georg, intanto diventato un buon difensore, deve mettere il pallone da parte e servire nella Luftwaffe. A guerra finita si ritrova in una città occupata dalle forze sovietiche: può fare poco e allora comincia a lavorare come operaio edile.






