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7 MAGGIO 2026
Ultimo aggiornamento: 13:23
“Non affittiamo case agli italiani” era le scritte d’accoglienza vissute come stimmate che bruciano nell’anima degli emigranti dal Sud in Germania. Comincia così il piccolo viaggio nell’anima tedesca del Dopoguerra. A Wolfsburg, a Monaco di Baviera, ma anche in altre città della Germania dell’Ovest c’era una feroce discriminazione nei loro confronti. All’entrata dei locali erano affissi cartelli che vietavano l’ingresso agli italiener. Sempre meglio di quello assai più vergognoso “vietato l’ingresso ai cani e ai meridionali” apparsi a Torino durante gli anni del boom economico. Mentre altri cartelli comparivano a Brussels: “Vietato l’ingresso ai cani e agli italiani”.
Un sogno italiano è un caleidoscopio di storie epiche e dimenticate degli italiani che, a partire dagli anni Cinquanta, hanno lasciato i propri paesi d’origine alla ricerca di una vita migliore, contribuendo con il loro coraggio e la loro determinazione al miracolo economico di quella che sarebbe diventata la Grande Germania anche sul sudore e le umiliazioni che hanno dovuto subire. Attraverso materiale d’archivio inedito raccolto dal regista Fausto Caviglia per pennellare ritratti di alcuni dei protagonisti di questa epopea storica il docufilm fa riflettere sul fenomeno della migrazione e sul valore dell’integrazione. Attuale più che mai.






