"Per me non era un regalo avere una doppia origine.

Ero di due mondi e non appartenevo né all'uno né all'altro".

Nel film documentario "Sogno italiano" c'è anche lei, Daniela Cavallo, la manager figlia di un Gastarbeiter calabrese, oggi alla guida del consiglio di fabbrica della Volkswagen. E il lavoro del regista Fausto Caviglia raccoglie immagini di archivio, che raccontano le storie di tanti connazionali, arrivati nella Germania distrutta dalla guerra, a partire dagli anni '50, per sopperire alla gravosa mancanza di personale. L'accordo sulla manodopera italiana fra Italia e Germania compie 70 anni il prossimo 20 dicembre, ed è stato commemorato stasera all'ambasciata italiana. Quell'accordo, celebrato qualche settimana fa anche da Sergio Mattarella a Berlino, col presidente Frank-Walter Steinmeier, "fu un precursore dell'Unione Europea", ha affermato l'ambasciatore Fabrizio Bucci, prendendo la parola. "Mentre si preparava la nascita della Comunità Economica Europea con i Trattati di Roma del 1957, i nostri connazionali iniziavano concretamente a costruire l'Europa con il loro lavoro e con il loro sacrificio. È anche grazie a loro se oggi abbiamo l'Unione Europea che conosciamo. Una Unione sicuramente imperfetta, ma che rimane una costruzione politica, economica, sociale e culturale unica al mondo", ha scandito il diplomatico, nei giorni in cui proprio l'Ue sta vivendo una crescente pressione internazionale. "Nonostante non sia entrata in vigore, la Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea conserva tutta la sua forza e tutta la sua attualità quando definisce l'Unione Europea come 'orizzonte privilegiato della speranza umana'.