Ieri le partenze verso una vita migliore, oggi il desiderio di tornare alle proprie origini riscoprendo un albero genealogico che parla anche italiano. Ecco passato e presente dell'immigrazione veneta in Sudamerica. Tema più attuale che mani, considerato il boom di richieste di cittadinanza italiana registrato nell'ultimo decennio: alla fine del 2024 erano ferme più di 19mila cause nei tribunali del Veneto. Il fenomeno mescola fattori sentimentali a vantaggi concreti, a cominciare da una mobilità più agevolata. L'aspetto imprescindibile è dimostrare di essere persone con legami di sangue che rimandano all'Italia; da qualche mese il cosiddetto "ius sanguinis" è strettamente collegato alla figura di un nonno che ha scelto di mantenere proprio la cittadinanza italiana. Di fronte alle molteplici richieste via via accumulatesi, ecco che alcuni Comuni hanno stabilito una tassa per arginare l'ondata di sudamericani che sperano gli venga riconosciuta. "Immigrazione italiana nel Sudamerica: un bilancio storiografico e nuove prospettive di ricerca" è il titolo della tre giorni di studi che Ca' Foscari, in collaborazione con le altre università venete, ha organizzato nei giorni scorsi a Venezia. Per fare il punto sulla situazione e ripercorrere la storia di un fenomeno che ha origini lontane. A tracciarne i contorni è il professore di Storia e Istituzioni delle Americhe, Luis Fernando Beneduzi, promotore del convegno per l'ateneo veneziano insieme ad Alessandro Casellato, suo collega in Storia contemporanea.