Proprio poche settimane prima del referendum, il cui quinto quesito è dedicato all’acquisizione della cittadinanza italiana, il tema aggiunge un altro tassello nell’acceso dibattito identitario e legislativo dopo l’approvazione in Senato del cosiddetto «decreto cittadinanza», il dl 36/25, che ha ricevuto il primo via libera a Palazzo Madama con 81 voti favorevoli e 37 contrari. Il provvedimento, entrato in vigore il 29 marzo dopo l’approvazione del Consiglio dei ministri, e che ora passa alla Camera per essere convertito in legge entro il 27 maggio, introduce un principio fondamentale: ovvero, che la cittadinanza non si trasmette automaticamente ai nati all’estero in possesso di altra cittadinanza, ma discendenti da italiani, e si preclude il riconoscimento della stessa anche ai nati all’estero prima dell’entrata in vigore della disposizione stessa.
Cittadinanza, la stretta: i discendenti degli emigranti l’avranno solo se un genitore o un nonno sono nati in Italia
L’ok del Senato al decreto che introduce un limite allo «ius sanguinis» per bloccare il caos delle richieste di cittadinanza degli oriundi italiani (soprattutto del Sud America)











