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Ultimo aggiornamento: 8:56

“Forse non sono un canonico cervello in fuga, ma in Italia non penso di tornare”. Mattia Garau ha 44 anni e da quasi dieci vive a Bonn, nella Germania occidentale. A portarlo lontano da Villa Bartolomea, il comune in provincia di Verona dove è nato, è stato prima di tutto l’amore. “Mia moglie è tedesca, e nel 2016, dopo una storia a distanza, ho deciso di trasferirmi da lei. All’inizio l’ho presa come una lunga vacanza, sono psicologo e potevo continuare a lavorare online – racconta a ilfattoquotidiano.it – ma piano piano ho deciso di rimanere, per quanto appena arrivato non parlassi neanche una parola di tedesco”. Per impararlo Mattia si affida ai corsi messi a disposizione dal Ministero regionale per la famiglia e integrazione, che spiega essere pensati “per persone che hanno una realtà migratoria alle spalle europea o extraeuropea che sia. Quando ho iniziato, con me c’erano molte persone provenienti dalla Siria, ad esempio. Ma anche da Iran, Nordafrica, Ucraina o Sudamerica, e questa varietà di origini la si vede e sente tutti i giorni per le strade di Bonn, dove opera tra l’altro una sede delle Nazioni Unite”.