Affitti introvabili, centri storici travolti dal turismo di massa, canoni fuori portata anche per chi ha un lavoro stabile. Da nord a sud, l’Italia affronta una delle crisi abitative più gravi degli ultimi decenni: una frattura che ridisegna le città e spinge i residenti sempre più lontano dai luoghi in cui hanno costruito le proprie vite. «La casa che non c’è», il documentario prodotto da Gedi Visual in collaborazione con Vd News e diretto da Andrea Lattanzi, in onda su Tv2000 domani, giovedì 11 dicembre alle 23.10, prova a individuare le molteplici e complesse cause di questo fenomeno.

Il film racconta l’altra faccia dell’overtourism e degli affitti brevi, che negli ultimi anni hanno accelerato un processo già in corso: la trasformazione dei centri storici in "parchi giochi" per turisti o enclave per pochi, separati dal resto della città da barriere economiche sempre più insuperabili. Mentre la politica procede a passo lento e la normativa sul tema resta disorganica, il mercato immobiliare sembra correre in una sola direzione: l’esclusione.

Un fenomeno che arriva da lontano

La crisi attuale non nasce oggi. Le prime avvisaglie risalgono agli anni Sessanta, quando il boom economico e le grandi opere di riqualificazione iniziarono a svuotare i centri storici dai ceti popolari, sostituiti progressivamente da una classe media più istruita e più ricca. È il processo che gli urbanisti chiamano gentrificazione: una metamorfosi lenta, che ha coinvolto interi quartieri italiani, trasformandoli in luoghi sempre più omogenei e sempre meno accessibili.