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3 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 12:25

In Italia sono circa 1,5 milioni le famiglie che vivono in una condizione di “grave disagio abitativo“. Schiacciate dall’aumento dei canoni d’affitto e, in misura minore, delle rate dei mutui. A stimarlo è Nomisma, che nell’ultima edizione dell’Osservatorio sul Mercato Immobiliare lancia un nuovo allarme sul costo dell’abitare, ormai fuori scala rispetto ai redditi disponibili di una parte crescente della popolazione.

Secondo la società di consulenza, il disagio abitativo riguarda il 15,5% delle famiglie italiane e si misura quando la spesa per la casa supera il 30% del reddito, soglia tradizionalmente considerata il limite della sostenibilità. Una condizione che non colpisce più soltanto le fasce sociali tradizionalmente intercettate dall’edilizia residenziale pubblica, ma coinvolge sempre più spesso nuclei monoreddito, lavoratori con paghe da fame e single, che restano ai margini di un mercato sempre meno accessibile.