Nel 2023, oltre 9,1 milioni di animali sono stati utilizzati a fini scientifici nell’Unione europea e in Norvegia. È il dato principale che emerge dalle ultime statistiche pubblicate dalla Commissione europea e rilanciate dalla Lega antivisezione (Lav), che denuncia come il calo registrato sia ancora troppo lento rispetto agli obiettivi di superamento del modello animale.

Un calo limitato e segnali contrastanti

Secondo i dati ufficiali, il numero complessivo di animali impiegati nella ricerca è diminuito solo del 3% rispetto al 2022. Una riduzione giudicata marginale dall’associazione, soprattutto alla luce degli impegni europei verso metodi alternativi.

Alcuni indicatori mostrano però segnali positivi: le procedure con sofferenza grave sono diminuite del 10%, quelle con sofferenza moderata del 19%.

Parallelamente, però, cresce l’uso di alcune specie, tra cui gatti (+15%), pesci (+8%), cefalopodi (+162%) e porcellini d’India (+7%).