Se in Italia in dieci anni sono diminuite le “stalle”, non sono diminuiti dello stesso passo gli animali allevati, il che significa che gli allevamenti sono sempre più “intensivi”.
I dati li ha forniti Serafino Cremonini, presidente di Assocarni, intervistato dall'Adnkronos sulle dinamiche del settore zootecnico. “Negli ultimi dieci anni hanno chiuso 19 mila stalle, un calo del 23%, e addirittura quelle ‘da latte miste’ (latte/carne, ndr) sono diminuite del 30%”, ha dichiarato. “Tuttavia i capi in stalla sono diminuiti molto meno per effetto di una concentrazione di allevamenti più grandi. In 10 anni i capi da carne sono calati del 2,9%, mentre quelli del latte del 4,9%. Quindi abbiamo perso gli allevatori di piccole dimensioni”.
Commenta questi dati l’Ente nazionale protezione animali (Enpa). “Si tratta di una tendenza drammatica: questi dati indicano chiaramente un fenomeno di concentrazione: le piccole e medie aziende agricole stanno scomparendo, lasciando spazio a strutture sempre più grandi e industriali, orientate all’allevamento intensivo. Cremonini ha specificato che in Italia operano circa 100 mila allevatori, di cui 65 mila da carne. La chiusura di 19 mila strutture in dieci anni, con un calo particolarmente drastico del 30% per gli allevamenti misti (carne e latte), dimostra che il settore sta virando sempre di più verso un modello di produzione su scala industriale”.






