José Avillez è il cuoco che più di altri ha contribuito a raccontare il Portogallo contemporaneo attraverso l’alta cucina. Cresciuto a Cascais tra oceano e pineta, si è formato tra lo studio della tradizione (anche con la gastronoma Maria de Lourdes Modesto) e l’apertura internazionale con l’esperienza da El Bulli. Il suo indirizzo-manifesto è Belcanto, nel Chiado di Lisbona, due stelle Michelin, dove la cucina portoghese contemporanea trova la sua espressione più alta. Nella porta accanto c’è Encanto, dedicato al mondo vegetale. Poi il Maré, a Guincho, con la cucina atlantica del mare. Attorno ruotano altre insegne, dal Bairro do Avillez ai Cantinho, ciascuna con un registro diverso. Tra i progetti più recenti c’è Casa Nossa, in Alentejo: una tenuta sul lago di Alqueva che offre un nuovo concetto di ospitalità, esclusiva e familiare.

Spazi aperti, panoramici in uno dei ristoranti guidati dallo chef Avillez

Qual è lo spirito della cucina portoghese, in poche parole?

“Non esiste una sola cucina tradizionale portoghese, ma molte cucine regionali, nate nei secoli e modellate dal territorio e dai popoli passati di qui. Quando penso alla cucina del Portogallo, mi vengono in mente parole come diversità, ricchezza e identità”.