Ci sono norme che esistono sulla carta e si perdono nella realtà. Il provvedimento della Regione Piemonte – che ha dimezzato da 80 a 40 i giorni autorizzati per il mercato del libero scambio di Torino, il cosiddetto Barattolo – ne è un esempio. Gli ambulanti continuano a ritrovarsi nei fine settimana in via Carcano, dove prende forma un suk all’aperto con oggetti usati. «In quei giorni basta una lite perché la situazione degeneri. Non ci sono bagni aperti. Quando il mercato è regolare, invece, gli ambulanti pagano persino 15 euro, divisi tra Comune per l’occupazione del suolo pubblico, Amiat per le pulizie e organizzatori di Vivi Balon», spiega il presidente della Circoscrizione 7, Luca Deri. Già una ventina di giorni fa aveva scritto al prefetto e ora spera in una risposta, dopo l’ennesimo fine settimana fuori controllo. «Già in passato – spiega Deri – la prefettura aveva raffreddato le richieste della Regione, proprio per ragioni di ordine pubblico. Il Barattolo è un mercato sociale che offre a circa 400 persone una possibilità di sopravvivenza economica. Sono persone da aiutare, non da demonizzare».

Un euro per un accappatoio, al Barattolo della discordia tra controlli e dignità

di Andrea Gatta