"La misura adottata dalla Giunta ha carattere temporaneo, sperimentale e non definitivo, ed è stata assunta nell’ottica di contemperare la continuità del servizio mercatale con esigenze di tutela delle condizioni di svolgimento del mercato nel periodo estivo. La misura adottata non è definitiva ma sperimentale, l’intento dell’amministrazione non è in alcun modo quello di penalizzare gli operatori. La riduzione dell’orario non poterà particolari ricadute negative sul risultato economico degli operatori". Così l’assessore al commercio Alberto Giarelli ha risposto all’interrogazione presentata dal Pd sulla variazione d’orario imposta per i mesi estivi al mercato di via Garibaldi: una scelta che peraltro è stata impugnata al Tar da 47 ambulanti, e che non convince lo stesso Pd, secondo cui "la risposta dell’amministrazione non cambia in alcun modo le nostre critiche e perplessità. Rimaniamo convinti che manchino le motivazioni per sostenere un provvedimento che scavalca la competenza del Consiglio comunale. La vicenda è sempre più pasticciata dal punto di vista della procedura adottata: la delibera della Giunta che interveniva sugli orari del mercato viene, in fretta e furia, ratificata da una determina dirigenziale. In ogni caso siamo di fronte ad una scelta compiuta sulla testa dei commercianti, compresi quelli con sede fissa, e dei consumatori". Per il Pd "si tratta di una misura che, anche per la sua durata, appare tutt’altro che sperimentale ma piuttosto pretestuosamente utilizzata per modificare un regolamento senza passare attraverso il consiglio comunale e, pertanto, senza una discussione politica sulla misura ed i suoi effetti. La parte della risposta che lascia attoniti è quella dove, di fatto i commercianti vengono trattati come cavie per la sperimentazione: laddove il Pd ha posto il problema del possibile danno economico per i commercianti, a seguito del cambiamento dell’orario di vendita deciso in maniera unilaterale, la giunta afferma che “la misura adottata è sperimentale, con l’obiettivo di verificare sul campo gli effetti della rimodulazione e di acquisire elementi oggettivi utili ad una successiva valutazione “. Tradotto, si procede ad una sperimentazione, consapevoli che possa provocare un danno economico agli operatori, che rimarrà un loro problema, del quale nessuno si farà poi carico".