Caro Direttore, qualche anno fa uscì un libro intitolato "Pasque di sangue: ebrei d'Europa e omicidi rituali". Un libro scritto da Ariel Toaf, rabbino capo emerito di Roma, che suscitò molte polemiche e la cui prima edizione venne immediatamente ritirata.

Volendo parafrasare quel titolo si potrebbe dire che anche quella di quest'anno è una Pasqua di sangue: il quarto anno della guerra in Ucraina, determinata dalla barbarica aggressione della Federazione Russa ad uno Stato sovrano, a cui aggiungere la più recente aggressione di Stati Uniti e Israele all'Iran, altro Stato sovrano.

Israele che ha invaso il Libano meridionale, ha massacrato i palestinesi a Gaza e li sta cacciando dalla Cisgiordania grazie all'appoggio della Casa Bianca. Mi sento vicino al popolo israeliano e capisco che viva in una sorta di stato di assedio, un sentimento acuito dall'eccidio perpetrato dai terroristi criminali di Hamas a Israele nel 2023.

Ma questo non autorizza Tel Aviv a tentare di coinvolgere il mondo, in particolare gli Stati Uniti, in una Guerra Santa contro quello che israeliani e americani considerano l'impero del male. Certo l'Iran va contenuto nella sua volontà di dotarsi di armi nucleari ma veramente la soluzione è distruggere il Paese?