TREVISO - Alcuni erano accusati di non aver mandato i propri figli a scuola fin dall’inizio dell’anno scolastico. Altri per oltre metà dei giorni di lezione previsti dal calendario della frequenza obbligatoria. Per questi fatti, due coppie di genitori sono state prima segnalate dalla scuola (in un caso l’istituto comprensivo di Oderzo, nell’altro quello di Villorba) e poi finite a giudizio davanti al Giudice di Pace di Treviso. Che le ha condannate a pagare una multa rispettivamente di 45 e 30 euro (per coniuge). Le sentenze, impugnate dalla difesa degli allora imputati, sono state poi tuttavia annullate dalla corte di cassazione.

A cambiare le cose, in materia di istruzione scolastica obbligatoria, è intervenuto nel 2023 il Decreto Caivano: le nuove disposizioni non si limitano più solo all'istruzione elementare (come faceva l’articolo 731 del codice penale), ma si estendono all'intero obbligo scolastico, e introducono il duplice avvertimento (del dirigente scolastico e del sindaco) affinché scatti la responsabilità penale. Pene che sono state inasprite: il rischio è fino alla reclusione a due anni.

Sorge spontaneo anche il collegamento con l’ormai famigerata “famiglia nel bosco”, la coppia di origine anglosassone che ha scelto di vivere con i figli in un casolare isolato a Palmoli, Chieti. Anche se, nel loro caso, il ministero, nonostante tutto, ha valutato come rispettato l’obbligo di istruzione scolastica dei figli.