Andrea Delmastro rischia di finire nei guai anche con i suoi colleghi avvocati: un esposto, indirizzato al Consiglio distrettuale di disciplina di Torino, chiede di valutare se l’ex sottosegretario alla Giustizia abbia commesso «violazioni deontologiche» con il suo comportamento. Secondo la denuncia, avrebbe dato «grave discredito per l’immagine e l’onorabilità della categoria forense» con le sue «numerose vicende giudiziarie e la condotta pubblica che lo hanno riguardato». Un elenco lungo, che va dall’aggressione a un senzatetto di oltre vent’anni fa e arriva fino a Le 5 Forchette, srl aperta da Delmastro insieme ad altri esponenti Fdi e alla figlia di Mauro Caroccia, condannato come prestanome del clan dei Senese.

A quanto risulta l’esposto, anonimo e inviato anche alla redazione torinese di Repubblica, deve ancora essere preso in carico dall’Ordine di Torino. In questi casi è previsto un passaggio con l’Ordine di Biella, cui Delmastro è iscritto: i suoi colleghi locali dovranno notificargli l’esposto e dargli l’opportunità di replicare alle accuse, prima che gli atti arrivino al Consiglio distrettuale di disciplina. E nell’esposto c’è parecchio cui rispondere, a partire dalla condanna a otto mesi (in primo grado) per rivelazione di segreto d’ufficio per il caso dell’anarchico Alfredo Cospito. La lista continua con una condanna per guida in stato d’ebbrezza, estinta per oblazione, e con l’aggressione a un senzatetto del maggio 2004. Per questo caso fu assolto ma i giudici misero nero su bianco, nelle motivazioni, le «gravissime lacune e approssimazioni nelle indagini». E si arriva ai rapporti con Miriam e Mauro Caroccia, per cui ora sono aperte inchieste a Roma e a Torino. Delmastro non è indagato ma la vicenda è la classica “goccia” per gli autori dell’esposto, che ricordano anche altri comportamenti sopra le righe dell’ex sottosegretario: dalla «intima gioia» per i detenuti sottoposti al carcere duro alle grigliate nel carcere di Biella con agenti indagati per tortura.