ROMA. «Paragonare un magistrato a un mafioso è un insulto alla magistratura, alla legalità, alla dignità dello Stato di diritto. Le parole di Delmastro sono una minaccia». Il Partito Democratico insorge dopo le dichiarazioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, accusato di aver oltrepassato il limite con i suoi attacchi ai giudici.
La responsabile nazionale Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, condanna duramente: «Le dichiarazioni del sottosegretario, già condannato per rivelazione di segreto d’ufficio, sono indegne di un rappresentante delle istituzioni. È un attacco diretto, violento, contro l’autonomia della magistratura. Parole che assumono contorni ancora più preoccupanti se lette insieme al contenuto liberticida del cosiddetto “decreto sicurezza”».
Secondo Serracchiani, «il governo sta criminalizzando il dissenso, riducendo al silenzio ogni voce critica. Delmastro è l’espressione più brutale di una cultura di governo autoritaria e intollerante. Le sue parole sono incompatibili con il ruolo che ricopre. Il governo deve assumersi la responsabilità politica di questo linguaggio da regime».
Sulla stessa linea anche Enza Rando, senatrice Pd e responsabile Legalità e lotta alle mafie: «Le frasi di Delmastro superano ogni limite e sono inaccettabili. Mettere sullo stesso piano magistrati e mafiosi è un'affermazione di gravità inaudita, senza precedenti nella storia della Repubblica. Il linguaggio violento e offensivo getta fango sulle istituzioni. Dovrebbe dimettersi».






