MESTRE - Un piano «Next Generation Eu bis per combattere il caro bollette»: lo propone la Cgia per combattere lo choc petrolifero causato dalla guerra in Iran. «Oltre alla sospensione temporanea del Patto di Stabilità, serve un 'Next Generation Eu-bis' che, su base volontaria, consenta agli Stati membri di accedere a risorse a fondo perduto o prestiti, per affrontare con maggiore solidità sia le crisi militari e geopolitiche in atto che la transizione verso l'utilizzo di fonti energetiche sostenibili», sostiene l'Ufficio studi della Cgia di Mestre analizzando l'aumento dei prezzi dell'energia elettrica e dei carburanti.
«È ormai evidente - sottolinea l'associazione di categoria - che le misure adottate dai singoli Paesi dell'Ue non sono efficaci in quanto temporanee, con un impatto economico molto contenuto e, soprattutto, in totale assenza di coordinamento. È ormai chiaro a tutti che nessun Paese dispone da solo delle risorse necessarie per reggere l'urto. Serve quindi una regia sovranazionale che, come già accaduto nel post-pandemia, sostenga in modo concreto le economie più fragili nell'interesse comune».
In assenza di un intervento, prosegue la Cgia, «la politica monetaria restrittiva diventa l'unico strumento di risposta, con effetti recessivi sproporzionati. Consentire agli Stati di sterilizzare questi rincari tramite riduzioni fiscali, sussidi mirati o meccanismi di compensazione, aiuta a spezzare la trasmissione inflazionistica senza deprimere la domanda aggregata. In secondo luogo, vi è una questione di equità e stabilità sociale. L'energia è un bene essenziale e la sua incidenza sul reddito è maggiore per le famiglie a basso e medio reddito. Un intervento coordinato a livello Ue evita risposte frammentate e disomogenee che potrebbero accentuare divergenze tra Paesi».














