Il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth silura il capo dell'Esercito Randy George, ultima vittima in ordine di tempo tra gli alti ufficiali estromessi sotto l'amministrazione di Donald Trump, parte di un'epurazione finalizzata ad avere i vertici delle forze armate più affini ai propositi della Casa Bianca.

Mentre la guerra all'Iran è entrata nel suo secondo mese, il tycoon ha richiesto in via ufficiale fondi per 1.500 miliardi di dollari da destinare al Pentagono nel 2027, pari al più grande budget per la difesa nella storia degli Stati Uniti.

L'allontanamento del generale George, 61 anni, è stato riferito dal Pentagono senza motivazioni ufficiali. Il Capo di Stato maggiore dell'Esercito svolge di solito un mandato di 4 anni e George, che non ha dato segnali di prepararsi al congedo, ha assunto la carica a settembre del 2023 sotto l'amministrazione di Joe Biden. "Il generale Randy A. George si ritirerà dalla sua posizione di 41/mo Capo di Stato maggiore dell'Esercito con effetto immediato", ha scritto Sean Parnell, portavoce del Pentagono, in un post sui social. "Il Dipartimento della Guerra esprime la sua gratitudine al generale George per i decenni di servizio resi alla nostra nazione. Gli auguriamo ogni bene per il suo ritiro", ha aggiunto Parnell, chiudendo la carriera di quasi quarant'anni dell'alto militare, segnata da missioni in Iraq e Afghanistan, e da incarichi di prestigio, come quello di consigliere militare senior di Lloyd Austin, già segretario alla Difesa di Biden. Al suo posto il vice Capo di Stato maggiore dell'Esercito, il generale Christopher LaNeve, con l'incarico ad interim: LaNeve, 58 anni, è stato definito da Hegseth, di cui è stato assistente militare, "un leader temprato dalla battaglia, con decenni di esperienza operativa alle spalle".