Tira un’aria strana ai vertici del Pentagono. Il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, ha ordinato il siluramento del capo di Stato maggiore, il generale Randy George. Secondo Nbc News, «il licenziamento di George è derivato in parte dal risentimento di lunga data di Hegseth nei confronti dell’Esercito e dei suoi vertici, nonché dal suo difficile rapporto con il segretario dell’Esercito Dan Driscoll».
A dispetto di quanto annunciato da Washington, pare che non sia stata raggiunta la superiorità aerea nei cieli iraniani: per la prima volta, un caccia F-15 americano è stato distrutto dal regime mentre sorvolava il territorio dell’Iran.
La prima visita di un leader occidentale nel Golfo dall’inizio della guerra in Iran è il segnale inequivocabile che il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha archiviato i dossier spinosi per rivolgere l’attenzione alle vere emergenze del Paese che, come ha scritto il direttore Maurizio Belpietro, sono i soldi, la sicurezza e la salute.
I grandi sacerdoti della governance– quelli che parlano ai fondi d’investimento e ai grandi investitori con il tono di chi dispensa verità rivelate – si sono pronunciati sul prossimo consiglio d’amministrazione di Mps. Hanno intonato il canto gregoriano della finanza. Lo spartito è chiaro: avanti tutta con Fabrizio Palermo come amministratore delegato e, seppur con qualche acuto in meno, per la conferma di Nicola Maione come presidente.






