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Ultimo aggiornamento: 8:03
La condanna per la morte di un volontario della Protezione Civile avvenuta in Friuli nel 2023, sta creando una bufera politica nella regione che cinquant’anni fa, dopo il terremoto nel 1976, vide nascere le prime strutture di volontari per il pronto intervento in caso di calamità. Andrea Martinis, sindaco di Preone, un paesino di montagna in provincia di Udine, è stato ritenuto responsabile di concorso in omicidio colposo e condannato assieme al coordinatore della Protezione civile comunale Renato Valent. Il giudice Daniele Faleschini Barnaba del Tribunale di Udine ha inflitto ad entrambi una condanna a un anno di reclusione, con sospensione della pena, oltre a una provvisionale di 50 mila euro per il risarcimento dei danni alle parti civili. Alla luce delle modifiche alla normativa sulla sicurezza del lavoro, i due imputati sono stati assolti da altre accuse, nel frattempo diventate illeciti di natura amministrativa.
La sentenza riguarda il decesso di Giuseppe De Paoli, un volontario di 74 anni, ex vigile del fuoco, che il 29 luglio 2023 venne travolto da un ramo mentre stava partecipando alle operazioni di ripristino della viabilità dopo un’ondata di maltempo che aveva colpito la Carnia. Gli uomini della Protezione Civile erano intervenuti per liberare una strada dagli alberi quando si era verificato l’incidente. La Procura aveva aperto un’inchiesta che aveva portato alla contestazione a carico di Martinis e Valent di aver omesso di fornire ai volontari le informazioni necessarie e di non aver provveduto a una adeguata formazione per affrontare l’intervento. Era stato il gup a disporre il duplice rinvio a giudizio, mentre il pubblico ministero aveva chiesto l’archiviazione.







