Elly Schlein non cade nella trappola delle polemiche tra alleati, ma si schiera con chi - come Angelo Bonelli - frena sulle primarie e chiede un incontro ai vertici del campo largo per partire dai contenuti.
"Dò da subito la mia disponibilità a vederci", dice la segretaria dem. Poi, "se" ci saranno primarie di coalizione, "sono assolutamente disponibile".
Ma nel partito l'attivismo del leader 5 stelle non viene visto di buon occhio e sono diversi i democratici che pungono sulla leadership del campo progressista e sul pranzo con l'inviato speciale di Trump Paolo Zampolli. Da parte sua Conte tira dritto e rilancia sulla consultazione popolare per scegliere il candidato premier: "Chiamiamo tantissimi a partecipare e a contribuire anche alla scelta del leader che può essere più competitivo". Parole che, vista la tradizione del M5s, rimandano subito all'opzione del voto online per ampliare la platea della partecipazione alle primarie.
Intanto continua a far discutere l'incontro Conte-Zampolli. "I resoconti spiegano perché sia pericolosamente illusoria l'idea di un patto in cui in cambio di garanzie sulla linea politica il Pd cede la leadership a Conte", attacca la dem Lia Quartapelle. Ancor più duro il senatore Filippo Sensi secondo cui il M5s "è un movimento di destra, populista, è stato anche sovranista, ed è stato anche al governo con la Lega". Alle critiche aperte dei riformisti si sommano i mugugni silenziosi nel partito. Francesco Boccia, braccio destro di Schlein al Senato, si limita a sottolineare: "Zampolli non lo conosciamo. Il Pd non conosce lui. E viviamo bene così".










