Scegliere la colomba pasquale ideale tra gli scaffali dei supermercati è diventata un’impresa sempre più complessa. Al netto delle infinite varianti creative (al cioccolato, senza canditi, farcite o senza glutine), la vera sfida per i consumatori resta quella di individuare un prodotto classico capace di garantire qualità degli ingredienti, freschezza e un sapore non artificioso. Per sciogliere ogni dubbio in vista delle imminenti festività, Altroconsumo ha condotto, nel marzo 2026, un rigoroso test di degustazione su 12 colombe tradizionali della grande distribuzione. L’obiettivo? Scoprire quali lievitati riescono a conquistare il palato al di là della notorietà del marchio e del prezzo esposto a scaffale.
Il metodo: degustazione alla cieca per 200 giudici
Per garantire la massima imparzialità, l’associazione indipendente ha organizzato tre sessioni di assaggio — due a Milano e una in Campania, a Vico Equense, in collaborazione con l’Istituto Alberghiero Francesco De Gennaro e l’Istituto Mediterraneo della Cultura Gastronomica — coinvolgendo oltre 200 consumatori abituali (incluso, nella tappa campana, il parere di esperti pasticceri locali). Ogni partecipante ha assaggiato un massimo di sei fette, servite rigorosamente “alla cieca” e identificate solo da un codice numerico. I giudici hanno compilato un questionario dettagliato valutando il gradimento complessivo, l’aspetto visivo, l’intensità del profumo, la consistenza dell’impasto, il sapore e la qualità dei canditi. Dai dati raccolti è emerso che l’aspetto estetico gioca un ruolo secondario: a dettare legge è il gusto. La colomba perfetta, secondo il panel, deve risultare “ricca senza essere pesante” e avvicinarsi il più possibile a un prodotto di pasticceria artigianale.














