VENEZIA - La data sul calendario non deve ingannare. Ieri era il primo aprile, ma non è stato un pesce emerso dalla laguna: la creatura bipartisan si è materializzata davvero in aula, durante la seduta per il via libera al Collegato. Ed è finita dritta nel verbale, quando il presidente dell'assemblea legislativa Luca Zaia ha chiamato «l’emendamento “Stefanildo”», per mettere ai voti la proposta a doppia firma del leghista Alberto Stefani e dal dem Giovanni Manildo sulla co-abitazione intergenerazionale, approvata trasversalmente dalla maggioranza e dall’opposizione. Prove tecniche di dialogo istituzionale, un po’ per propensione caratteriale dei due ex avversari alle Regionali, un po’ per Realpolitik in uscita dall’esercizio provvisorio. «La vera sfida al centrodestra sarà sul prossimo bilancio di previsione», ha commentato Jonatan Montanariello, ormai veterano delle battaglie di centrosinistra.
Stefani ha comunque dedicato alla «condivisione bipartisan», su temi strategici come «i giovani e la montagna», un passaggio significativo del suo intervento: «Creare squadra non significa allontanare l’elettorato, ma migliorare la fiducia che i veneti da persone concrete hanno nei confronti della politica. L’ipotesi di avere una struttura all’interno del Consiglio regionale di confronto costituente, proposta da alcuni, può essere sicuramente utile se sarà usata non ovviamente per attaccare proposte o riforme, ma per proporre soluzioni». Il riferimento era all’idea lanciata da Riccardo Szumski, che «solo per questo» ha poi annunciato l’astensione di Resistere sul Collegato nel suo complesso, votato a sera con 29 favorevoli di centrodestra e 15 contrari di centrosinistra.








