VENETO - Comincia oggi la maratona contabile a Palazzo Ferro Fini. È la prima per il presidente Alberto Stefani, che ieri ha convocato i capigruppo della maggioranza per scandire le regole di partecipazione, sintetizzabili in un principio di base: niente perdite di tempo, poiché il traguardo è fissato al 2 aprile e cioè fra poco più di una settimana, per approvare il Documento di economia e finanza regionale, la relativa Nota di aggiornamento, la legge di Stabilità, il Collegato e il Bilancio.
La traduzione pratica è che i consiglieri del centrodestra non dovranno presentare emendamenti: alla fine della sgambata d'aula le loro richieste saranno assorbite dal maxi-emendamento della Giunta, che metterà a disposizione 5 milioni, comprensivi però pure delle coperture per le istanze dell'opposizione. Prove tecniche di dialogo fra gli schieramenti? Tutto da vedere: la vigilia della partenza è stata contrassegnata dalla rincorsa sul progetto di legge per l'istituzione del servizio di psicologia territoriale, annunciato dal governatore dopo che era l'idea già stata proposta dal centrosinistra, per cui il clima potrebbe essere tutt'altro che pasquale.
Nel pomeriggio è durato mezz'ora il vertice fra Stefani e i capigruppo di maggioranza: Riccardo Barbisan (Lega), Matteo Pressi (Stefani Presidente), Claudio Borgia (Fratelli d'Italia), Alberto Bozza (Forza Italia), Eric Pasqualon (Unione di Centro) e Alessio Morosin (Liga Veneta Repubblica). Tutti sorridenti nella foto di gruppo, malgrado il perentorio divieto di formulare emendamenti a sostegno dei rispettivi territori o settori di interesse, dato che al massimo potranno essere depositati degli ordini del giorno privi di impegno finanziario.






