VENEZIA - Con 31 favorevoli e 15 contrari, più l’annunciata non partecipazione al voto del presidente Luca Zaia, è stato approvato il Documento di economia e finanza regionale con la relativa Nota di aggiornamento 2026-2028. «Un programma strategico per il futuro del Veneto, sul quale auspico coesione e sinergia da parte dell’assemblea legislativa», ha detto il governatore Alberto Stefani, in vista della maratona pasquale sulla manovra in programma da martedì a giovedì, quando saranno a disposizione 5 milioni per le proposte dei consiglieri di maggioranza ma anche di opposizione. L’assessore Filippo Giacinti ha confermato la collaborazione notata questa settimana: «È stato ritirato il 28% degli emendamenti; di quelli oggetto di votazione ne è stato accolto il 38%». Ma le aspettative delle categorie restano alte.
Dopo i buoni propositi, ora servono le risorse effettive, hanno rimarcato infatti le organizzazioni venete. «Il Defr è una carta di indirizzo programmatico che tale resterà se non seguiranno azioni concrete e stanziamenti conseguenti adeguati», ha dichiarato Carlo Salvan, numero uno di Coldiretti. Confartigianato ha espresso «preoccupazione» per l’impostazione dello strumento che, «pur confermando giustamente la centralità della sanità, non prevede misure adeguate a sostegno del sistema produttivo», tanto che il presidente Roberto Boschetto ha rilanciato «una riflessione sull’Irap, non come aggravio fine a sé stesso, ma nell’ambito di una strategia complessiva che rimetta al centro crescita, produttività e sviluppo». Dopo un confronto con l’assessore Massimo Bitonci, che ha promesso «più competitività e meno burocrazia», l’associazione degli artigiani ha precisato: «Apprezziamo la velocità con cui questa manovra è stata approvata e guardiamo al bilancio con fiducia». Ma secondo Massimiliano Paglini, segretario generale della Cisl, «prima di qualunque nuova imposizione fiscale» sarà necessario procedere «ad una rigorosa lotta all’evasione fiscale, a ridurre gli sprechi, ad efficientare la spesa pubblica senza comprimere quella sociale», nonché «alle riforme» a cominciare da quella delle Ipab.







