VENEZIA Quando stasera alle 18 saliranno sul palco del Gran Teatro Geox a Padova, i vertici del centrodestra potranno sventolare davanti al proprio elettorato la pre-intesa sull'autonomia differenziata del Veneto. Con studiato tempismo, ieri il ministro Roberto Calderoli ha annunciato per stamattina alle 11 la firma del documento con Luca Zaia a Palazzo Balbi sulle prime quattro materie, «a nome del Governo e con l'autorizzazione del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha espresso soddisfazione per l'attuazione del programma di Governo e condivide il percorso intrapreso per il completamento dei negoziati». Tutta demagogia secondo il centrosinistra: «Tirare fuori l'ennesimo pezzo di carta vuoto a pochi giorni dal voto è un insulto ai veneti», ha attaccato il candidato presidente Giovanni Manildo.
Il dipartimento per gli Affari regionali ha specificato che, dopo il Veneto, toccherà alla Lombardia (oggi alle 17), quindi al Piemonte e alla Liguria (domani rispettivamente alle 10 e alle 14). Ma indubbiamente spicca il fatto che venga affrontato per primo il dossier veneto, tanto più nel giorno in cui arriveranno a tirare la volata elettorale per Alberto Stefani, presente anche Luca Zaia, i leader nazionali Giorgia Meloni (Fratelli d'Italia), Matteo Salvini (Lega), Antonio Tajani (Forza Italia), Maurizio Lupi (Noi Moderati) e Antonio De Poli (Unione di Centro). «Ciascuna delle singole pre-intese impegna il Governo e la rispettiva Regione a concludere i negoziati già avviati è stato spiegato con l'obiettivo condiviso di raggiungere un'intesa, riguardo a funzioni concernenti le materie: protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa, coordinamento della finanza pubblica in ambito sanitario». Si tratta delle competenze non-Lep, cioè che non prevedono il rispetto dei Livelli essenziali di assistenza. Gli uffici che fanno capo a Calderoli hanno aggiunto che la stipula «fa seguito alle recenti iniziative delle Regioni e alle richieste di riprendere i procedimenti già avviati nel 2017 per l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, in attuazione della Costituzione», assicurando che i testi si muovono «nel solco» tracciato dalla legge di attuazione e «nell'osservanza» della sentenza della Corte Costituzionale.











