Roma, 1 apr. (askanews) – Le crescenti tensioni tra l’amministrazione del presidente Masoud Pezeshkian e la leadership militare iraniana hanno spinto il capo dello Stato in una “completa situazione di stallo politico”, con i Guardiani della Rivoluzione che di fatto hanno assunto il controllo di funzioni statali chiave, bloccando nomine e decisioni presidenziali ed erigendo un perimetro di sicurezza attorno al centro del potere. Un’azione politica, quella dei pasdaran, che ha avuto il risultato di emarginare il governo dal controllo esecutivo, hanno riferito fonti qualificate a Iran International.

I tentativi di nominare un nuovo ministro dell’intelligence, giovedì scorso, sono falliti sotto la pressione diretta del comandante in capo dei Guardiani della Rivoluzione, Ahmad Vahidi. Tutti i candidati proposti, incluso Hossein Dehghan, sono stati respinti. Secondo quanto riferito, Vahidi ha insistito sul fatto che, date le condizioni di guerra, tutte le posizioni di leadership critiche e sensibili devono essere selezionate e gestite direttamente dai pasdaran fino a nuovo ordine. Ma nel sistema politico iraniano, tradizionalmente, i ministri dell’intelligence sono nominati dai presidenti, e solo dopo aver ottenuto l’approvazione della Guida Suprema, che detiene l’autorità ultima sui principali portafogli della sicurezza. Tuttavia, con le condizioni incerte e la posizione della Guida Suprema Mojtaba Khamenei nelle ultime settimane, i pasdaran starebbero di fatto impedendo al presidente di promuovere il suo candidato preferito, consolidando ulteriormente il proprio controllo sull’apparato di sicurezza statale.