CORTINA D'AMPEZZO (BELLUNO) - La pista per lo sci di fondo del passo Tre Croci, a Cortina d'Ampezzo, ha accolto il tradizionale Palio, fra i sei sestieri della conca: è un ottimo tracciato per l'agonismo, ma non è adatto alla pratica turistica, ricreativa. Ne è certo Elio Valleferro, che quella pista l'ha voluta, disegnata, curata per decenni. Concorda Sergio Maioni, suo coetaneo, nati entrambi nel 1931, pionieri del fondo a Cortina, prima atleti, poi maestri. «Qui la neve arriva molto presto, spesso si scia già a novembre e rimane a lungo. Siamo a fine marzo ed è ancora perfetta; mi è successo di sciare quassù i primi giorni di giugno. Una ventina di anni fa sono stati fatti lavori importanti, ma non sono conclusi. Bisogna livellare il piano, dove c'è la partenza dei diversi anelli della pista; ci sono dei progetti, ma non se ne fa nulla. E dire che quest'inverno questa era l'unica pista per lo sci di fondo disponibile a Cortina», riassume Valleferro.
La battaglia Maioni combatte da anni per vedere di nuovo la pratica dello sci di fondo a Cortina, mentre permane la chiusura dei tracciati storici, nella piana di Fiames e lungo la sede della Ferrovia delle Dolomiti, verso Dobbiaco. Più volte ha scritto lettere aperte all'amministrazione comunale, ma senza risultati. La scorsa settimana ha convocato una riunione con i giovani maestri di sci di fondo: «Li ho convocati per spiegare loro la situazione e per attivarci tutti assieme, per sollecitare il Comune. Erano in pochi, perché i giovani studiano fuori Cortina. Vedremo di trovarci di nuovo, magari in questi giorni, che rientrano per Pasqua. Ho spiegato loro che non c'è la volontà politica dell'amministrazione comunale: sindaco e assessori ci dicono che hanno moltissimo da fare e sarà così, però non si vedono risultati; in tutto questo lavoro non c'è la soluzione per il fondo. Questo inverno non hanno battuto nemmeno il tratto percorribile, da Cimabanche a Pian de Loa. Per il futuro prospettano la riapertura almeno del campo scuola, a Fiames, quest'inverno occupato dall'organizzazione delle Olimpiadi, ma è troppo poco. Il fondista ama gli spazi aperti, le lunghe uscite, soltanto il principiante può rassegnarsi a girare in tondo, in pochi metri, ma lo fa il primo giorno, poi se ne va».Nel settembre 2024 Maioni scrisse una delle sue lettere aperte, per denunciare l'immobilismo e la mancanza di soluzioni, dopo una stagione senza poter sciare: sono seguiti altri due inverni senza fondo. L'amministrazione comunale ha dichiarato più volte la sua impotenza, di fronte alle pastoie burocratiche, per la nuova omologazione dei tracciati più frequentati, in zone a rischio frana e valanga. Sono stati stanziati 500mila euro, per eseguire i primi lavori di messa in sicurezza, che però non sono stati eseguiti. Possibile alternativa Considerati i problemi dell'area di Fiames, il passo Tre Croci rappresenta solo parzialmente un'alternativa, poiché non è adatto a tutti. Qui salgono gli atleti del centro sportivo carabinieri di Palus San Marco, che dista pochi chilometri. Qui si allenò la nazionale della Russia, durante i Giochi olimpici Cortina 1956. Ma oggi anche questa pista ha problemi: «Chi deve occuparsi della manutenzione non ha falciato l'erba, così stanno crescendo piante più grandi, che rimangono sul suolo e impediscono il contatto fra neve e terreno, per cui si scioglie più facilmente, non rimane così a lungo. Io continuo a sollecitare interventi, dal Comune e dalla sua società Servizi Ampezzo, ma senza risultato». Su questa pista Valleferro ha avviato allo sci di fondo generazioni di atleti: fra questi anche Anna Comarella, tre Olimpiadi in carriera, che ha lasciato l'agonismo proprio in questi giorni, dopo i Giochi Milano Cortina 2026. A 95 anni le due glorie del fondo ampezzano non si arrendono e combattono per la passione di una vita intera: «L'anno prossimo si vota per le amministrative: vediamo se chi si candida avrà il coraggio di inserire lo sci di fondo, nel programma elettorale. E vediamo se lo farà anche chi non ha risolto i problemi, in tutti questi anni».






