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31 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 21:31
Ancora un giro di giostra al Palio pre assembleare per il controllo del Montepaschi di Siena. Il consiglio di amministrazione della banca non ha gradito la promozione parziale del proxy advisor Iss, il consulente degli investitori istituzionali in materia di voto che in un parere diramato lunedì ha consigliato ai suoi clienti di appoggiare la lista proposta dal board nel suo insieme, ma poi in dettaglio ha bocciato una buona fetta dei candidati, consigliando di votare contro 8 dei 20 nomi in lista. A partire dall’attuale presidente Nicola Maione e dall’attuale numero uno del comitato nomine, Domenico Lombardi, ovvero i padrini della selezione ai quali non ha risparmiato dure critiche.
E così 24 ore dopo la diffusione del parere del proxy, il cda in carica ha preso carta e penna contestando il parere in una lettera indirizzata ai soci. “Non appare condivisibile una valutazione atomistica dei singoli candidati, e men che meno l’imputazione ad alcuni soltanto degli amministratori uscenti e ricandidati di rilievi di natura procedurale”, si legge nel testo che torna a difendere a spada tratta la procedura seguita e le scelte fatte nella composizione della rosa dei candidati a portare a termine le nozze tra Mps e Mediobanca, inclusa la quota del 13,1% nelle Generali. “In questa prospettiva, non può incidere sulla valutazione del processo e dei candidati la scelta di escludere il precedente amministratore delegato, seguita dalla sua candidatura in una lista concorrente – circostanza inedita”, rileva il consiglio che a sua volta, con la contestazione del proxy, segue una prassi se non inedita piuttosto insolita.









