L'assemblea del Monte dei Paschi di Siena per il rinnovo del consiglio della società, si riunirà domani. E si iniziano a fare i primi conti sui voti. La lista del cda, ha spiegato l'agenzia di stampa Radiocor, «si avvia ad avere, salvo sorprese, un sostegno superiore al 30 per cento del capitale (al netto del voto eventuale del primo socio della banca, Delfin, con il 17,5 per cento) e risulterebbe quindi vincente alla prima votazione rispetto alla lista alternativa di Plt Holding della famiglia Tortora e alla lista di amministratori indipendenti promossa dalle Sgr e dagli istituzionali».

Intanto ieri sono trapelate indiscrezioni sulle decisioni prese dai fondi istituzionali presenti nel capitale di Siena. Vanguard, con una quota del 3 per cento, e altri fondi istituzionali, secondo fonti qualificate, come riportato dall'Ansa, sarebbero orientati a esprimere un voto favorevole per la lista presentata dal consiglio di Mps che si candida come presidente Nicola Maione e come amministratore delegato Fabrizio Palermo.

Una scelta, spiega sempre l'agenzia di stampa, che è in linea con quanto indicato dai proxy advisors, Iss e Glass Lewis, i quali hanno entrambi orientato il mercato a votare a favore della lista del cda. Ubs invece, ferma una quota complessiva potenziale in Mps pari al 5,2%. Secondo gli aggiornamenti Consob sulle partecipazioni rilevanti, solo il 2,063% è costituito da diritti di voto in azioni. Stando a quanto riportato da AdnKronos da fonti finanziarie, Ubs per questioni di compliance non dovrebbe però poter votare in assemblea, essendo advisor di Mps.