Vigilia incandescente per l’assemblea di Montepaschi che oggi dovrà eleggere il nuovo consiglio d’amministrazione. Una miscela fra un copione già scritto e colpi di scena solo sperati. Oggi si alza il sipario sul rinnovo del cda, per un thriller con finale già spoilerato. La lista del cda uscente che indica come presidente Nicola Maione e ad Fabrizio Palermo secondo le indicazioni prevalenti viaggia oltre il 30% e si prepara a incassare almeno dodici seggi su quindici. Le altre liste, quella di Assogestioni e quella di Plt Holding, restano comparse.
Per settimane, proprio nel periodo clou dell’inchiesta, coincidente con la campagna elettorale per le elezioni regionali fallita da Matteo Ricci, ex sindaco di Pesaro ed eurodeputato (con immunità), il Partito democratico, i giornali progressisti ma anche alcuni quotidiani di destra, avevano continuato a sostenere che, nel caso dell’Affidopoli alla pesarese, al consenso politico non corrispondeva corruzione. Una linea difensiva rassicurante.
Si è svolta ieri in commissione Antimafia la terza audizione del procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, che ha spiegato come la gestione da parte della Procura di Palermo dell’indagine dei carabinieri del Ros «Mafia e appalti» rappresenti una sicura concausa delle stragi del 1992. I reati ci sono e sono stati determinati anche da quel movente, ma non vi sono elementi per sostenere l’accusa in giudizio nei confronti di coloro che hanno «gestito» quell’indagine sovraesponendo Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, consegnandoli di fatto a Cosa nostra.













